Lean startup: l’approccio migliore per lo sviluppo di un progetto innovativo

16 Ott. 2018
Come pensare allo sviluppo migliore di un progetto col Lean startup

L’obiettivo è quello di capire se un’idea di una startup possa avere successo senza troppe perdite di tempo e minimizzando i rischi di un investimento? L’approccio Lean startup potrebbe essere la soluzione migliore per farlo, soprattutto se si dispone di capitali scarsi e non si ha ancora una precisa struttura organizzativa.

A coniare l’espressione è stato l’imprenditore Eric Ries, nel libro “The Lean Startup” pubblicato nel 2011. Da allora il metodo si è diffuso nella Silicon Valley e poi in Europa. In realtà i principi fondanti però sono quelli già impiegati in Toyota a partire dagli anni ‘70 per far funzionare al meglio il ciclo di produzione aziendale. La filosofia alla base sembra molto semplice: per ridurre gli sprechi si deve innovare solamente in quei settori in cui c’è effettivamente una richiesta da parte del pubblico di riferimento. Creare quindi un prodotto di cui il mercato non ha davvero bisogno, rappresenta così una perdita di tempo da evitare. E partendo da questo assunto fondamentale che si sviluppa il cuore dell’approccio Lean.

L’obiettivo principale è quello di portare sul mercato in un arco di tempo molto ristretto il cosiddetto Minimum Valuable Product, conosciuto anche come MVP: come si deduce dal nome si tratta di una versione minima del prodotto che si vuole realizzare, contenente però anche un valore aggiunto. Lo si può considerare come un prototipo dell’idea che si sta sviluppando: naturalmente non potrà essere già finita, ma rappresenta invece uno strumento semplificato da mostrare ai primi potenziali clienti, i cosiddetti early adopter, persone che hanno un interesse particolare nello sviluppo del progetto della start up. L’approccio Lean si fonda su tre passaggi fondamentali: il primo è quello appunto della costruzione del MVP. Nel secondo invece si va a misurare l’efficacia del prototipo.

Le persone che utilizzeranno per prime l’MVP forniranno anche i feedback e le reazioni fondamentali per capire come questo debba essere migliorato, segnalando anche i punti deboli o le carenze. Questo è un passaggio particolarmente importante perché permette di capire immediatamente se la propria idea possa avere mercato e come debba essere modificata per essere funzionale, secondo un’ottica che è orientata alle richieste del cliente e non al prodotto in sé. Sulla base di queste osservazioni si passa così alla terza fase, ossia quella dell’apprendimento. Si fa così tesoro di tutto quello che gli early adopter hanno rilevato per poter migliorare il proprio prodotto, modificarne le funzionalità e renderlo così adeguato alle reali esigenze che sono emerse. Ma il ciclo non si conclude quando vengono realizzati tutti e tre i passaggi una volta soltanto. Infatti il prodotto può essere presentato per una seconda volta sul mercato per essere ulteriormente raffinato.

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Riparte nuovamente il processo già descritto in precedenze che si può ripetere anche per diversi cicli, alimentando così un flusso di feedback rapido e continuativo, che permette di validare le idee alla base del business plan che si vuole andare a realizzare. Il vantaggio dell’approccio Lean rispetto a quello più classico è che non deve si partire a monte da una strategia economica che già abbia definito il capitale di cui si ha bisogno, le tecnologie che si vogliono sfruttare o le tempistiche da rispettare. Tutti questi aspetti vengono stabiliti solamente dopo un confronto diretto con il mercato, in modo da avere già in partenza un’idea più chiara della strada verso il successo.

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