Le start up italiane che stanno puntando sulla blockchain

14 Mar. 2019
Le start up italiane della blockchain

La blockchain è una delle applicazioni più interessanti del momento e non è un caso che il mondo delle grandi aziende stia cercando di metterne a frutto tutte le possibilità.

Ma anche l’universo delle start up italiane si sta fortemente interessando al settore, tanto che si contano diverse realtà che ne stanno studiando l’utilizzo negli ambiti più disparati. L’Osservatorio Blockchain and Distributed Ledger ha effettuato un censimento nel 2018 e ne ha contate oltre 500, a livello nazionale e internazionale, che operano sulla blockchain.

Criptovalute

Uno dei settori maggiormente coinvolti in questa rivoluzione è quello finanziario. In particolar modo l’ambito collegato alla gestione delle criptovalute che basano proprio la loro esistenza sulla presenza di una blockchain. Conio si propone come un wallet digitale dedicato alla transazione di monete virtuali attraverso una semplice app da installare sul proprio smartphone. InBitcoin, startup italiana nata nel 2016 per occuparsi in maniera specifica di Bitcoin, invece studia insieme ai propri clienti come offrire loro servizi e opportunità legati alla criptovaluta più conosciuta sul mercato. Risale invece al 2013 la creazione di BitBoat per offrire un portafoglio sicuro e facile da utilizzare per quello che riguarda i Bitcoin.

Sicurezza

Altro ambito di applicazione molto interessante per la blockchain è sicuramente la sicurezza. Creata negli Usa da startupper italiani, Uniquid si concentra sul mondo dell’Internet of Things e si occupa dell’identificazione dei dispositivi connessi e dello scambio di informazioni tra loro, basandosi proprio sulla catena a blocchi. Una seconda realtà che opera nell’ambito dei device connessi è poi Eternity Wall. La startup offre un servizio per realizzare marche temporali in modo da rendere identificabile chi entra all’interno di una rete, garantendo così affidabilità e sicurezza nell’utilizzo. Per quanto riguarda invece il riconoscimento dell’identità digitale, sia nella pubblica amministrazione che nel mondo delle aziende, una realtà molto attiva è SpidChain. Questa startup si pone infatti l’obiettivo di offrire ai propri clienti sistemi per avere informazioni certificate degli utenti o dei clienti di un determinato servizio. A livello ancora più generale Mangrovia Solution è specializzata in soluzioni tecnologiche legate alla crittografia che si possono poi applicare ai settori più disparati: da quello energetico al cibo, passando per il fintech e la supply chain.

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Beni e servizi

E a proposito di energia una startup particolarmente interessante è Dajie che si pone l’obiettivo di far scambiare energia peer to peer direttamente tra aziende e privati, senza avere bisogno di un intermediario che curi la transazione. Ancora una volta il tutto si gioca sui blocchi di cui è composta la blockchain. Fondata nel Regno Unito da menti italiane, Everledger si occupa invece della tracciabilità dei beni e di monitoraggio della loro provenienza per prevenire eventuali frodi durante il loro commercio. La start up si è occupata in particolare dell’identità digitale dei diamanti in modo da contrastarne il contrabbando al mercato nero. Un’altra categoria di prodotti a cui è possibile applicare la tecnologia della blockchain è quella del cibo. Ad occuparsene è in particolare Foodchain che utilizza un codice unico da applicare al prodotto che si vuole monitorare in modo da avere sempre un controllo rigoroso lungo tutti i passaggi della filiera. L’obiettivo è duplice: da una parte garantire all’utente finale la sicurezza sulla provenienza del prodotto, dall’altra facilitare anche il lavoro delle imprese nella gestione della loro merce.

Gli altri ambiti

Di grande interesse è poi anche il mondo legato alla tutela delle proprietà intellettuali delle aziende e non solo. Di questo si occupa in maniera specifica Tutelio che si propone di mettere a disposizione di imprese o persone fisiche un sistema basato sulla blockchain per difendere il diritto d’autore o la paternità di un brevetto o invenzione. Nel settore della sharing mobility si sta facendo invece strada Helbiz in cui la condivisione dei monopattini elettrici messi a disposizione viene realizzata attraverso l’applicazione della blockchain. L’obiettivo è però quello di approdare anche al mondo delle biciclette e delle auto condivise. Anche il settore dei viaggi non è escluso dalla rivoluzione che stanno portando le start up. Un incrocio ancora più interessante si verifica quando entra in gioco l’utilizzo della catena a blocchi. Un’applicazione molto utile l’ha messa a punto TBoxChain per cambiare il modo in cui sono realizzate e consultate le recensioni delle location. In questo caso si punta a un sistema di certificazioni che possa garantire l’identificazione della persona che lascia il commento e verificare le presenza in quel determinato hotel o ristorante. Un sistema per ridurre le false recensioni negative e creare una community basata sulla fiducia nei confronti dei giudizi degli altri utenti.

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