Le più importanti start up italiane nel settore della salute

19 Feb. 2019
Le start up italiane nel settore della salute

A livello mondiale si rileva un trend che evidenzia come gli investimenti in start up che si occupano di salute siano in costante aumento. Anche l’Italia si inserisce all’interno di questa dinamica con un numero sempre crescente di start up del settore medico e sanitario che si stanno facendo spazio grazie alle loro idee innovative.

EryDel è una start up che recentemente è state premiata come la migliore dell’anno allo Startup Italia Open Summit. Nata come spinoff dell’Università di Urbino, EryDel ha studiato e sviluppato un kit medico che in tempi rapidi permette la separazione dei globuli rossi nel sangue in modo che questi vengano poi nuovamente iniettati nel paziente assieme al farmaco di cui ha bisogno. La start up ha recentemente ottenuto un finanziamento da oltre 25 milioni di euro.

Altra start up molto attiva nel campo della ricerca medica è Genenta Science, nata come spin off dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Fondata dal genetista Luigi Naldini, si occupa di gene therapy, ossia di come ingegnerizzare le cellule per combattere i tumori. Finora Genenta Science è riuscita a raccogliere 17 milioni di euro di finanziamenti .

Wise si concentra invece sulla realizzazione di impianti elettrici utilizzati in procedure chirurgiche molto complesse che riguardano il midollo spinale. Il settore in cui opera è quello della neuromodulazione che si occupa di trovare una soluzione a molte patologie neurologiche. La start up ha finora raccolto circa 10 milioni di euro, sei dei quali nel 2017.

 

La regina dei finanziamenti è però Nuoscom, start up italiana con base in Svizzera e che a fine 2017 ha ricevuto ben 42 milioni di finanziamenti da venture capital americani e britannici. Il grande interesse intorno a Nuoscom è dovuto alle sue ricerca per lo sviluppo di un vaccino contro il cancro, studi che ora dovranno affrontare trial clinici su pazienti. 

Ha ricevuto negli scorsi mesi un finanziamento da 2,5 milioni di euro la start up Brain control che si occupa invece di sviluppare delle interfacce cervello-computer per rendere possibile la comunicazione anche a persone affette da gravi patologie neurodegenerative che impediscono loro sia di muoversi dal letto che di esprimersi con la voce.

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E a proposito di dispositivi che possono migliorare le condizioni di vita delle persone, Empatica ha studiato un braccialetto per il monitoraggio di alcuni parametri del corpo umano per individuare in maniera tempestiva i sintomi di una crisi epilettica. In questo caso viene anche in automatico avvertita la persone che si prende cura di chi soffre di epilessia per allertarla in tempo reale.

Rimanendo sempre in tema di hardware per il controllo di parametri legati allo stato di salute delle persone, Dianax si concentra invece su apparecchi per la diagnostica clinica utilizzabili anche da persone che non hanno alcuna formazione medica. La start up realizza poi dispositivi che permettono anche la visualizzazione da remoto dei dati clinici da parte dei medici.

Nello stesso filone di hardware si inserisce anche D-Eye che però si focalizza su come trasformare il proprio smartphone in uno strumento diagnostico, in particolare per quello che riguarda lo screening della retina. Questi dati vengono poi messi a disposizione degli specialisti che sono in grado di determinare eventuali problematiche nel paziente.

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