Le migliori startup italiane nel mondo food

09 Apr. 2019
Le startup italiane nel food

Nella lista dei settori su cui le startup italiane stanno investendo per rivoluzionare le modalità di usufruire dei servizi non poteva mancare il food.

A onor del vero bisogna anche sottolineare che rispetto agli altri ambiti in cui le startup stanno portando una ventata di cambiamento tecnologico, come quelle della moda, quello dei viaggi o ancora della salute, al momento il numero di realtà che si stanno dando da fare nel food è inferiore. Ma alcuni esempi positivi esistono anche per quello che riguarda l’universo alimentare.

Quomi è una startup che si propone al cliente mettendo a disposizione una serie di ricette tra cui scegliere. Una volta presa la decisione vengono recapitati a casa della persone gli ingredienti insieme alle istruzioni per preparare al meglio i piatti. I clienti hanno poi la possibilità di aderire al servizio con diverse tipologie di abbonamento, scegliendo il numero di persone per cui si vuole cucinare e la quantità di piatti che si vogliono preparare nell’arco dei sette giorni.

Cortilia si basa su un concetto molto simile, applicato però a prodotti ortofrutticoli freschi di stagione. I clienti possono scegliere online tra oltre 150 produttori da cui rifornirsi: una volta fatta la scelta, frutta e verdura vengono recapitati in casa della persona. Esiste anche la possibilità di abbonarsi al servizio in modo che arrivi ogni settimana una cassa di prodotti.

Foodscovery si pone invece l’obiettivo di mettere in contatto diretto i produttori locali con i clienti che vogliono acquistarne le specialità. Un modo per permettere anche a chi gestisce piccole realtà produttive di potersi far conoscere e vendere in tutt’Italia, senza dover sostenere i costi di un servizio di ecommerce. Sul sito si può così navigare e scegliere tra molti prodotti tipici provenienti da tutte le regioni d’Italia.

Chi invece non ha tempo o voglia di cucinare può affidarsi al servizio offerto da Nutribees. Questa startup recapita a casa i pasti già preparati che devono solamente essere scaldati e consumati. L’aspetto particolare del servizio è che al cliente viene sottoposto un test online per capire il cosiddetto stato nutrizionale della persona e indirizzare verso nuove abitudini alimentari, attraverso la consulenza di una nutrizionista.

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COME LA RIVOLUZIONE DIGITALE CAMBIA IL MONDO DEL MARKETING E DELLE VENDITE

Cucina mancina è invece una community in cui è possibile scambiarsi consigli, ricette e preparazioni di piatti di vario genere, pensati in particolare per chi ha intolleranze, soffre di celiachia o diabete oppure vuole seguire una dieta vegetariana o vegana. Vengono anche presentati i negozi dove poter acquistare gli ingredienti per preparare i piatti.

Dishcovery punta tutto sul far conoscere le eccellenze e gli ingredienti italiani ai turisti che arrivano nel nostro paese. Un servizio che lavora a braccetto con i ristoranti e che non si limita solo alla traduzione letterale dei piatti, ma si sofferma sulla spiegazione di come siano realizzati e sulle tradizioni della cucina locale.

La milanese MyFoody è nata con l’obiettivo di ridurre al minimo lo spreco alimentare. L’applicazione mette in contatto i clienti con i supermercati dove si verificano eccedenze di cibo o ci sono prodotti in scadenza. Le persone possono verificare la disponibilità di questi e acquistarli a un prezzo ridotto, grazie alle offerte che trovano sulla piattaforma. Il vantaggio è triplice: da una parte il cliente porta a casa un articolo a un prezzo scontato, il supermercato riesce a venderne uno che difficilmente sarebbe riuscito a collocare con la conseguenza di non andare ad alimentare ulteriormente lo spreco di cibo.

Forse sono in parte oscurate dai nomi di aziende internazionali, ma esistono anche startup tutte italiane che si occupano di food delivery. Si possono citare i casi di Foodracers o di Moovenda che sono partite dalle consegne nei centri di provincia per poi allargarsi anche alle grandi città e competere così con giganti come Just Eat e Foodora.

Passando dal cibo alle bevande, Vino75 è cresciuto nel tempo fino a diventare uno dei principali portali di ecommerce italiani di vino, con la possibilità di scegliere tra circa 4 mila etichette di qualità provenienti da un migliaio di produttori in tutt’Italia. Il portale dà la possibilità di trovare anche alcune eccellenze del vino non italiane. Wineowine è un altro servizio del genere che permette di scoprire alcuni prodotti delle cantine meno conosciute, con un elenco di bottiglie che viene costantemente aggiornato da un gruppo di enologi presenti nel team.

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