Aprire una startup, ecco le città più consigliate in Europa

07 Mar. 2019
Dove aprire una startup in Europa

Lanciare una startup in Europa è una sfida che oggi si può vincere facendo anche affidamento sui dati che le società di consulenza mettono a disposizione per quello che riguarda le città europee in cui è presente un clima più favorevole alle startup stesse.

A fine 2018 è stata Mind The Bridge a diffondere un report sull’argomento dal titolo “Startups City Hubs in Europe”, in cui vengono indicate le 48 città europee dove è consigliato tentare il successo mettendosi in gioco. Ma prima di passare a conoscere quali sono le città europee più startup-friendly è interessante anche capire i dati più complessivi che sono stati presentati nel report.

Grande concentrazione

Sono 476 le città in tutta Europa che presentano almeno una startup a livello di scaleup, me nelle principali 48 ne sono concentrate più di 3700, in pratica più dei due terzi. E questa tendenza all’aggregazione in determinati centri è particolarmente osservabile anche dal dato relativo al capitali raccolti, che sono il 74% del totale. Ma queste città nel complesso rappresentano solamente poco più di un terzo del Pil totale europeo e il 14% dell’intera popolazione. Questi centri guideranno sicuramente la rivoluzione per quello che riguarda l’innovazione nei prossimi anni, ma il rovescio della medaglia è rappresentato dal rischio che gli altri vengano in qualche modo marginalizzati e rimangano tagliati fuori da un’ulteriore crescita.

A confermare questa attrazione intorno a un numero relativamente ristretto di città c’è il fatto che nella maggior parte dei 42 stati europei presi in considerazione esiste un solo hub per le startup: in 34 di questi sono concentrate la metà delle startup in fase scaleup di tutta la nazione, mentre 13 riescono addirittura ad attirare la totalità delle scaleup. Se invece si analizza la quantità di fondi raccolti si nota ancora un’ulteriore concentrazione che favorisce poche città: in 37 delle prime 48 vengono raccolti più della metà di tutti gli investimenti realizzati in scaleup. E addirittura in ben 31, la percentuale è del 70%. Nel complesso esistono poche eccezioni di Stati europei che vanno controcorrente rispetto a questa tendenza di avere un unico polo di attrazione nazionale. Si tratta della Spagna con Barcellona e Madrid, del Portogallo, con Lisbona e Porto, della Polonia con Varsavia e Cracovia, del Belgio con Bruxelles e Gent e di Malta con Nicosia e Limassol.

I migliori poli

Al primo posto tra le 48 città europee che hanno un ecosistema più adeguato per accogliere e far crescere le startup c’è Londra. Un risultato che non stupisce più di tanto, ma che impressiona per quello che riguarda i numeri complessivi. La capitale del Regno Unito ospita oltre 1150 scaleup ed è la perfetta rappresentazione del rischio concentrazione di cui si è parlato proprio in precedenza. Infatti a Londra sono presenti più dei due terzi di tutte le startup in fase avanzata nel Regno Unito e vengono raccolti il 73% dei finanziamenti del paese. Di fatto si tratta di una cannibalizzazione rispetto a tutto il resto del panorama britannico. Per le dimensioni Londra può essere pressoché paragonata a città del calibro di New York e Washington, anche perché si proietta in una dimensione decisamente più internazionale rispetto ad ogni altra città europea della classifica. L’enorme incognita che però grava su Londra si chiama Brexit. È ancora tutto da valutare l’impatto che l’uscita del Regno Unito dal’Ue avrà in generale sull’economia del paese e in particolare sull’ecosistema delle startup.

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In ogni caso al momento il primato di Londra non può essere messo minimamente in discussione in termini assoluti. Il confronto con la seconda e la terza città evidenzia un gap per ora incolmabile. Parigi infatti ospita “solamente” 487 scaleup, mentre Stoccolma 309. A ruota seguono poi Berlino con 288, Dublino con 157, Helsinki con 132 e Barcellona con 125. Milano si colloca invece in 11esima posizione con un totale di 80 scaleup, che valgono il 45% di tutte quelle italiane. Come prevedibile Roma è più indietro, al 32esimo posto, ospitando 13 startup di grandi dimensioni. Un dato interessante da notare è come quello italiano sia uno dei rari casi in cui la capitale non coincide con la città di riferimento per le startup a livello nazionale. Una situazione simile si verifica anche in Spagna, dove Barcellona supera Madrid, in Svizzera, in cui Zurigo precede Berna e a Malta, dove Limassol riesce a sopravanzare La Valletta.

Ma oltre a valutare i centri principali per l’innovazione, Mind the Bridge ha anche elencato quelle città di secondo piano su cui puntare per evitare che vengano lasciate indietro nella corsa ad attrarre startup. Tra le 150 spiccano Monaco di Baviera, Amburgo, Manchester e Colonia. Ma c’è spazio anche per le realtà italiane come Torino, Napoli, Bologna, Pisa, Palermo, Padova, Modena, Catania, Reggio Emilia, Cagliari, Pavia e Como. Città che non potranno raggiungere il top della classifica, ma a cui viene riconosciuto un certo potenziale di crescita.

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