Acceleratori per startup: come scegliere quello giusto

12 Set. 2018
Come scegliere gli accellaratori per startup

Quando si decide di lanciare una startup è molto difficile poter arrivare al successo da soli: spesso si deve fare affidamento su una qualche forma di finanziamento, ma si può avere anche bisogno di qualcuno che accompagni e supporti lo sviluppo del progetto dalle primissime fasi in avanti.

Proprio questo è l’obiettivo che si pongono gli incubatori e gli acceleratori: come avevamo già spiegato, i primi intervengono quando si cerca di capire se l’idea possa avere successo e aiutano a realizzare  un prototipo. I secondi invece sono utilI in un passaggio più avanzato, quando il team della startup è già formato e un prototipo funzionante è già stato sviluppato. Il rapporto sull’impatto sociale degli incubatori e acceleratori realizzato dal Politecnico di Torino in collaborazione con Italia Startup ne ha individuati 162 sul territorio italiano, il 60% dei quali presenti al Nord. Oltre il 60% ha natura privata, circa il 15 pubblica mentre il restante 20 include sia soggetti pubblici che privati. Tra i nomi degli acceleratori più conosciuti in Italia ci sono LuissEnlabs, Digital Magics e HFarm.

Il primo passaggio, dopo aver capito che la startup è in un momento della sua esistenza in cui necessita del supporto di un acceleratore, è quello di mettere a fuoco le esigenze che si hanno per portare avanti il progetto. In particolar modo bisogna individuare un acceleratore che possa essere davvero utile al business che si vuole mettere in piedi. E ci sono diversi aspetti generali da tenere sempre in considerazione per scegliere l’acceleratore più adatto: ecco alcuni consigli da seguire.

Cosa viene offerto Gli acceleratori da una parte mettono a disposizione tutta una serie di servizi come spazi per il coworking, consulenza nel settore del marketing e nella redazione del business plan o soluzioni tecniche, ma dall’altra possono anche offrire dei finanziamenti: il tutto dietro il pagamento di una somma o di una parte del capitale della startup. Per questa ragione vanno tenuti ben in considerazione i termini e le condizioni dell’investimento. Chi vuole intraprendere un progetto deve quindi informarsi in maniera approfondita sulla qualità dei servizi messi a disposizione e sulla reputazione di cui gode nel panorama degli altri acceleratori. In particolare va valutato attentamente il livello dei mentor, ossia quelle figure professionali che aiuteranno concretamente lo sviluppo della startup.

 

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L’importanza della rete L’obiettivo dell’acceleratore è però quello di mettere la startup nelle condizioni di presentarsi poi sul mercato e avere successo. In questa seconda fase è perciò importante aver scelto un acceleratore che offra un’ampia rete di contatti e di potenziali investitori sul territorio. Le capacità di aprire le porte di nuove fette di mercato o di sviluppare un buon portafoglio di clienti è probabilmente uno degli aspetti più importanti per valutare l’acceleratore: per questa ragione è utile informarsi anche dalle startup che hanno già sfruttato i loro servizi.

Come essere ammessi Gli acceleratori ricevono centinaia di richieste di supporto da parte delle startup, per questa ragione devono fare una scrematura delle idee che vengono presentate. Chi aspira ad entrare in un acceleratore deve conoscere come funziona il processo di selezione, presentando un progetto e un team che siano all’altezza della situazione.

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