Proptech, quando la trasformazione digitale interessa il settore immobiliare

22 Gen. 2019
Proptech, l'innovazione digitale nel settore immobiliare

Il mondo del fintech è riuscito a fare breccia nel settore immobiliare, un ambiente piuttosto conservatore per quello che riguarda la trasformazione tecnologica. Il confronto con altri paesi dove il cosiddetto proptech ha già preso piede non può reggere visto che i finanziamenti e le realtà che operano nel settore sono in forte crescita da ormai quattro anni.

Però bisogna anche ammettere che in Italia sta iniziando a muoversi qualcosa per quanto riguarda l’evoluzione di questo ambito relativamente nuovo del fintech. Non è un caso che proprio quest’anno sia stato diffuso il primo report “PropTech Monitor Italia dell’Osservatorio del Politecnico di Milano sul tema. Come segnalato all’interno dello studio, non è semplice trovare una definizione univoca del concetto di proptech. Quella più inclusiva è considerarlo come l’insieme di tutte le soluzioni tecnologiche e innovazioni digitali che le startup o le aziende hanno adottato per affrontare le più disparate problematiche relative al business immobiliare.

Il settore in numeri

Nella ricerca sono state recensite 43 diverse realtà che sono attive in Italia nel mondo del proptech. Se si vuole fare un paragone con studi analoghi realizzati in altri paesi dell’Ue, in Germania ne sono state contate 229, in forte crescita dalle 80 Del marzo del 2016. In Spagna sono 280, mentre il record lo fa registrare il Regno Unito con oltre 6000 aziende citate. La parte più complessa del monitoraggio è però quella legata alla suddivisione in categorie sulla base dell’ambito di cui si occupano in maniera specifica queste aziende.

Suddivisione italiana

Nel report dell’Osservatorio del Polimi si prova a fare chiarezza suddividendo il settore in quattro macro aree, che però a loro volta racchiudono all’interno diversi sottogruppi. La categoria Smart Real Estate comprende tutte quelle soluzioni che permettono la gestione degli asset immobiliari e la loro operatività. I settori in cui si suddivide sono legati ai servizi per la realtà virtuale e quelli intorno agli smart building e all’IoT. Il mondo del Real Estate Fintech invece si interessa di tutto ciò che concerne le transazioni legate agli edifici, gli investimenti in immobili messi all’asta e il crowdfunding legato al settore immobiliare. Più facile da intuire è la categoria sharing economy che punta tutto sull’utilizzo degli edifici in diverse modalità. Condivisione di spazi di lavoro, affitti a breve termine o ricerca di semplice ospitalità e messa a disposizione di locali per eventi sono poi le ulteriori ramificazioni del settore. A testimoniare la difficoltà di racchiudere all’interno di confini precisi le aziende c’è il fatto che la quarta categoria è quella in cui confluiscono realtà diverse tra loro che però si occupano di servizi come la consulenza, il management o ancora il marketing.

Top Advices

COME LA RIVOLUZIONE DIGITALE CAMBIA IL MONDO DEL MARKETING E DELLE VENDITE

Alcuni esempi

Tra le aziende citate più interessanti c’è Housers, un portale di crowdfunding immobiliare sbarcato anche in Italia che permette di investire piccole somme in un immobile. Il ritorno economico di una vendita o dell’affitto sarà poi proporzionale alla cifra investita inizialmente. Homepal è invece un servizio attivo fin dal 2014 che permette la compravendita tra privati totalmente online, facilitando ogni singolo passaggio che le parti devono affrontare. Realisti.co invece studia soluzioni per poter visitare in realtà virtuale gli immobili, senza doverci necessariamente entrare di persona. WhataSpace è invece considerabile come l’Airbnb di location dedicate a temporary store o eventi. Sono poi diversi i servizi che prendono appartamenti di privati per poterli affittare prevalentemente a giovani studenti: tra questi ci sono Uniplaces e DoveVivo.

Tags
mercato immobiliare