Makerspaces: cosa sono e come sfruttarli al meglio per innovare il tuo business.

11 Set. 2018
Makerspaces: come innovare il tuo business.

L’espressione in italiano per fare riferimento ai Makerspaces e ai FabLab è quella di “Laboratori di fabbricazione digitale”. Sono degli spazi a cui le aziende e le startup di piccola scala nel campo manifatturiero possono rivolgersi per accelerare la loro trasformazione digitale, dove possono dare vita ai loro prototipi o anche soltanto sperimentare le proprie idee.

Il sito fablabs.io, gestito dalla FabFoundation, ne segnala più di 130 su tutto il territorio nazionale: nella classifica mondiale l’Italia è dietro soltanto a Stati Uniti e Francia per numero di Makerspaces e di FabLab, e registra una crescita continua su base annua. Il Censimento dei Laboratori di Fabbricazione Digitale in Italia, realizzato dalla Fondazione Make in Italy Cdb nel 2015, ne aveva contati 70, mentre la ricerca del Censis Dallo smontaggio della città fabbrica alla nuova manifattura urbana” del 2016 ne aveva indicati 115.

Questi spazi rientrano nell’ecosistema della cosiddetta industria 4.0, un modo di fare impresa basata sulla digitalizzazione, l’innovazione e i dispositivi connessi. Il precedente governo italiano si era mosso per lo sviluppo di questa realtà nella Legge di Bilancio 2018 con incentivi fiscali per la sostituzione dei macchinari e successivamente anche per la formazione delle persone in vista di questa “quarta rivoluzione industriale”.

Il concetto di FabLab è nato negli Usa nel 2003, in particolare al Massachusetts Institute of Technology di Boston e da lì si è espanso in tutto il resto del mondo: in Italia il primo makerspace è stato aperto a Torino nel 2011, poi è stata la volta di Milano, per arrivare anche a Roma e Napoli. Ma non si parla solo delle metropoli: molti di questi laboratori sono ora presenti anche in città di provincia soprattutto del Nord e Centro Italia. In maniera interessante anche alcune biblioteche stanno aprendo i loro spazi, come successo a Roma nel 2017. E ci sono anche musei che stanno mettendo a disposizione internamente dei propri Fablab.

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All’interno di questi spazi dedicati all’innovazione si trovano gli strumenti utili a imprese e startup per poter sperimentare. A farla da padrone sono soprattutto tecnologie additive e stampa 3D: in questo modo viene data a chiunque la possibilità di realizzare dei prototipi a basso costo. Ma all’interno dei Fablab si possono trovare anche laser cutter, fresatrici di piccole dimensioni e vengono messe a disposizione delle schede di prototipazione elettronica come Arduino o Raspberry PI. Altro aspetto interessante è la location: spesso i makerspace vengono realizzati in  fabbriche abbandonate o stabili non utilizzati. Questi spazi rappresentano così un interessante strumento di riqualificazioni di edifici con una loro conversione nell’ambito dell’innovazione.

Tra i più importanti in Italia c’è da segnalare il FabLab di Torino, che lascia ampio spazio anche alla parte di formazione e apprendimento all’interno dei suoi spazi, e ha lanciato un progetto pensato per i più piccoli per farli avvicinare al mondo dell’innovazione. Un obiettivo che si è posto anche il FabLab Roma Makers, aperto nel 2014 nel quartiere Garbatella, il primo spazio di questo genere della Capitale. Per quanto riguarda Milano, uno dei più conosciuti è The Fablab, all’interno del Talent Garden. Un luogo che punta molto sulla condivisione di conoscenze e sull’importanza dei contatti per far incontrare realtà legate all’università con altre del mondo produttivo.

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