I Big data in Italia: una tecnologia ancora poco sfruttata dalle Pmi

05 Feb. 2019
Una tecnologia ancora poco sfruttata in Italia: i Big data

Sono una delle tecnologie abilitanti dell’industria 4.0 con più applicazioni.

L’utilizzo dei Big Data si è esteso negli ultimi anni al mondo della finanza come a quello della gestione delle risorse umane, senza dimenticare l’ambito aziendale relativo alla supply chain. Un incremento dell’interesse nei loro confronti che è anche confermato da un giro di affari a livello economico sempre più rilevante. Gli ultimi dati diffusi dallOsservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence della School Management del Politecnico di Milano certificano che il settore ha toccato il valore di 1,4 miliardi nel nostro paese, con un incremento del 26% rispetto all’anno precedente. A dimostrare il trend positivo c’è la crescita degli ultimi tre anni in cui l’aumento del valore di mercato dei Big Data è stato in media del 21%.

A livello generale la maggior parte della spesa per Big Data, il 45 % per l’esattezza, è legata ai software utilizzati per raccogliere, elaborare e visualizzare i dati. Un terzo degli investimenti totali è invece indirizzato ai servizi che comprendono l’integrazione dei software con i programmi aziendali come anche le consulenze necessarie per riprogettare i processi interni. Altro capitolo di spesa degno di nota è quello legato invece alle risorse infrastrutturali che sono fondamentali per garantire il migliore utilizzo degli Analytics, grazie a server e servizi di cloud adatti.

Le differenze tra aziende

Ma al di là di un’analisi macroscopica, è interessante notare come ci sia ancora una forte differenza nello sfruttamento dei Big Data in Italia tra grandi aziende e Pmi. Lo si nota già solamente dal confronto tra le spese complessiva nel settore Analytics: le prime coprono l’88% del totale mentre per le Pmi si parla solamente del restante 12%. Ma il gap non viene evidenziato solo da questi aspetti. Solo il 7% delle Pmi ha effettivamente lanciato nel 2018 progetti di Big Data Analytics, mentre il 40% ha portato avanti analisi tradizionali dei dati aziendali. Nel complesso solamente un decimo delle piccole e medie imprese intervistate si dice pronta a lanciare un servizio legato agli Analytics in futuro. Sicuramente esiste un problema di maturità per quanto riguarda la consapevolezza dell’utilizzo dei Big Data e degli strumenti tecnologici a disposizione per l’analisi, con solamente un terzo delle piccole e medie imprese che hanno intrapreso il giusto percorso su entrambe le strade.

Per quanto concerne le grandi aziende, la maggior parte ha adottato degli Analytics con funzione descrittiva, ma con l’intenzione di passare poi a un’analisi che abbia anche un valore predittivo. La possibile chiave di questo sviluppo dell’analisi dei Big Data risiede nel Machine Learning e nel Deep Learning. Altro elemento di svolta sarebbe rappresentato dal Real Time, l’analisi di dati in tempo reale e in maniera continuativa che al momento però viene sfruttata soltanto da circa il 10% di aziende intervistate.

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Nodo competenze

Uno degli aspetti che più ostacola l’avanzamento nell’adozione dei Big Data all’interno delle aziende è certamente il discorso legato alla mancanza di competenze specifiche, in particolar modo proprio per quello che riguarda conoscenze legate al Machine Learning e al Deep Learning. In realtà segni di miglioramento ci sono anche in questo senso visto che quasi un terzo delle aziende ha inserito figure di Analytics in diversi reparti aziendali. Nonostante questi dati in crescita però il 77% delle grandi imprese ammette di avere bisogno di maggiori competenze interne legate alla Data Science.

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