Domotica, un mercato in crescita anche in Italia

03 Mag. 2019
Il mercato della Domotica in Italia

Gli italiani si stanno appassionando al mondo della domotica e a tutti quei dispositivi connessi che rendono la casa sempre più intelligente. Un trend che segue una tendenza globale, sottolineato dall’ultimo report sulla Smart Home realizzato dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Un mercato che nel 2018 ha toccato i 380 milioni di euro, con una crescita del 52% rispetto all’anno precedente. Un balzo in avanti che in Europa non ha praticamente eguali, escludendo la Spagna. Nonostante questi ottimi risultati rimaniamo però ancora molto indietro rispetto al giro di affari che interessa paesi come Germania, Francia e Regno Unito. In Italia a ricoprire una quota rilevante degli investimenti in domotica è il mondo che ruota attorno alla sicurezza, con una spesa complessiva di 130 milioni. A seguire ci sono le tecnologie dotate di riconoscimento vocale, che comprendono gli smart speaker, in grado di coprire una fetta di mercato pari al 16%. Ma non è nemmeno da dimenticare tutto il settore che si riferisce agli elettrodomestici intelligenti, al 14%, e quello dei sistemi di riscaldamento e climatizzazione smart che valgono il 12% dell’intero business.

Conoscenza in chiaro e scuro

I dati positivi del business che ruota attorno alla domotica in Italia sono riscontrabili anche nel grado di informazione delle persone. Il 59% degli intervistati sostiene di aver già sentito parlare del concetto di smart home, tanto che il 41% possiede un oggetto intelligente nella propria abitazione. Un dato in crescita del 3% rispetto a quello del 2017. Allo stesso tempo però una percentuale molto elevata di chi ne ha uno in casa, oltre il 41%, non usa ancora le funzionalità smart soprattutto perché le ritiene poco utili e in una quota minoritaria, troppo complesse da utilizzare. Tra chi invece non ha ancora adottato soluzioni per la domotica in casa un  41% sostiene di non averlo fatto perché non ne sente l’esigenza, mentre quasi un quinto li ritiene dispositivi troppo futuristici. In realtà nonostante la crescita del mercato, non sono così rosee le prospettive legate ai consumatori interessati all’acquisto di prodotti per la domotica nel futuro. Si fermano a circa uno su tre, e fra questi soltanto un 10% prevede di comprarne uno nei prossimi dodici mesi. A livello generale le soluzioni che suscitano maggiore curiosità sono quelle legate alla gestione dell’illuminazione e agli smart speaker.

Maggiordomi intelligenti

Proprio questi dispositivi dotati di assistenti virtuali intelligenti sono tra i principali artefici di un interesse sempre più elevato degli italiani per la domotica. Questo anche grazie allo sbarco in Italia dei prodotti delle grandi aziende del mondo della tecnologia come Google e Amazon, rispettivamente con i loro Home e Echo. In particolare i consumatori negli smart speaker apprezzano la possibilità di gestire gli altri elettrodomestici, le caldaie e termostati o le luci antifurto. Mentre le altre funzionalità offerte come la ricezione di informazioni in tempo reale, la gestione dell’agenda personale o ancora la possibilità di prenotare ristoranti e hotel sono tenute meno in considerazione. Allo stesso tempo la crescita nella conoscenza e nell’acquisto di oggetti connessi ha però portato gli italiani a sviluppare una sensibilità molto più forte per la privacy. Se si confrontano i dati del 2014 con quelli del 2018 la quota di persone che si definisce diffidente sulla condivisione di dati personali è passata del 27 al 51%. Nello studio viene sottolineato come il numero sia in aumento perché una fetta importante di queste persone non ha ancora percepito l’importanza della condivisione di queste informazioni per ottenere una personalizzazione sempre maggiore dei servizi offerti.

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Quali prospettive

Quello che emerge dallo studio è un quadro in cui la domotica e le applicazioni smart potranno ricoprire un ruolo sempre più importante nella vita di tutti i giorni delle persone. In particolare questo diventerà una prospettiva sempre più concreta con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale che potrà, da una parte, migliorare la precisione degli assistenti virtuali e dall’altra permettere una gestione più integrata dei dispositivi connessi. Quest’ultimo aspetto potrà poi fare ulteriori progressi grazie al machine learning. Altra applicazione interessante legata soprattutto al mondo degli smart speaker è quella dei cosiddetti In-Things purchase. Non si tratta semplicemente di acquisti realizzati attraverso i maggiordomi intelligenti, bensì dell’attivazione di funzionalità o servizi extra dello stesso oggetto connesso, in modo da sbloccare o rendere ancora migliori alcune caratteristiche.

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