Come l’intelligenza artificiale potrà cambiare il mondo della medicina

04 Ott. 2018
L’intelligenza artificiale nel mondo della medicina

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale permette di fare progressi in tutti gli ambiti, ma probabilmente uno dei più promettenti e con le conseguenze più evidenti sull’uomo è il mondo della medicina.

Si tratta di un settore in forte espansione, come riportato anche dai dati diffusi da Accenture nel report “AI: Healthcare new nervous system”: se nel 2014 gli investimenti globali in intelligenza artificiale in campo medico si fermavano a 600 milioni di dollari, nel 2021 è previsto raggiungano i 6,6 miliardi, con un tasso di crescita annuo di circa il 40%.

Un così ampio incremento è anche dovuto al fatto che gli ambiti di applicazione sono sempre maggiori, ma tutti si basano sulla principale caratteristica dell’intelligenza artificiale: la capacità di analizzare in un tempo relativamente breve una quantità di dati e informazioni che un uomo non sarebbe mai in grado di maneggiare. E questo vale anche e soprattutto per quello che riguarda la diagnostica per immagini realizzata attraverso le tecnologie ospedaliere. In particolare molti istituti di ricerca in tutto il mondo stanno sfruttando l’AI per diagnosticare in maniera rapida e precisa diverse forme di cancro, talvolta meglio degli esseri umani.

Come descritto a fine maggio in uno studio pubblicato sul prestigioso Annals of Oncology, un algoritmo è stato capace di individuare correttamente al 95% alcuni casi di melanoma, mentre un team di dermatologi si è fermato all’87%. Altro esempio significativo è quello del tumore del colon-retto: un’università giapponese ha messo a punto un’intelligenza in grado di riconoscerlo correttamente nell’86% dei casi quando è ancora in una fase iniziale, una circostanza fondamentale per provare a curarlo.

Un altro ambito interessante è quello delle analisi delle immagini per rilevare possibili problemi osservando scansioni degli occhi. Si tratta del lavoro realizzato da un ospedale oftalmico di Londra in collaborazione con Deep Mind, startup acquistata da Google impegnata nello sviluppo dell’AI in medicina. Anche in questa circostanza l’analisi delle scansioni delle retine di pazienti ha portato a risultati migliori di quelli a cui sono giunti degli specialisti per quanto riguarda una patologia conosciuta come retinopatia diabetica, causata da danni ai vasi sanguigni che interessano l’occhio.

Un altro studio realizzato dal London Institute of Medical Science ha invece dimostrato la possibilità di prevedere possibili futuri problemi cardiaci, monitorando i dati della pressione sanguigna e il battito del cuore delle persone. E rimanendo sempre in tema di sistema circolatorio anche un’altra grande azienda del mondo tecnologico si sta impegnando: Apple sta infatti studiando insieme a diverse università di tutto il mondo come poter riconoscere anomalie nel ritmo cardiaco attraverso i dati raccolti grazie all’Apple Watch, dispositivo indossabile che potrebbe così avere anche importanti funzioni per la salute dell’uomo. In questa corsa all’utilizzo dell’AI in medicina non poteva neanche mancare un altro grande colosso del tech come Microsoft che ha dato il via a un’iniziativa per mettere a disposizione il cloud per la condivisione dei dati sanitari da analizzare.

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Interessante è poi il caso della startup Sense.ly che ha messo a punto un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale capace di imitare le caratteristiche di un’infermiera virtuale. In particolare è uno strumento che può essere molto utile per i malati cronici a cui serve un monitoraggio e un’assistenza continui, anche in termini di consigli pratici, nell’arco di tempo che passa tra una visita dallo specialista all’altra. Tutto questo però con una considerazione di fondo che vale anche per gli altri casi citati in precedenza: l’intelligenza artificiale è uno strumento molto utile in campo sanitario, ma al momento non si può pensare che possa sostituire il ruolo del medico all’interno della nostra società.

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