Come migliorare il business dell’azienda grazie al coaching

30 Nov. 2018
I professionisti della consulenza aziendale nel business coaching

Anche per i manager più affermati ci possono essere momenti della propria vita lavorativa in cui serve rivolgersi a professionisti della consulenza aziendale per attività di business coaching.

Si tratta in sostanza di figure specializzate nel mental coaching applicato però all’ambito aziendale e imprenditoriale (le altre macro aree riguardano invece il life coaching e lo sport coaching) che permettono ai manager di realizzare un percorso di miglioramento personale che però ha riflessi anche su risultati lavorativi e sul rafforzamento della propria “cultura aziendale”. Si tratta di un training molto personalizzato in cui è il manager a indicare per primo gli obiettivi e le tempistiche da raggiungere: è invece il lavoro del business coach individuare le soluzioni più adeguate per poter soddisfare le richieste del cliente. La flessibilità di questo tipo di percorso è poi contraddistinta dal fatto che la cadenza della formazione è gestita in base alle esigenze e agli impegni dei dirigenti aziendali.

Anche i contenuti che contraddistinguono un percorso di business coaching sono differenti a seconda dei bisogni degli utenti. Ci possono essere manager che fanno ricorso a questo tipo di consulenza per gestire passaggi delicati dell’organizzazione aziendale, come ristrutturazioni che interessano direttamente le risorse umane, ad esempio. Oppure questi professionisti possono tornare utili nel momento del lancio di un nuovo brand o di una nuova divisione aziendale, per ragionare sulle migliori strategie da adottare. Ma anche per saper gestire il ricambio generazionale in azienda e l’ingresso di nuove figure sul posto di lavoro.

Ma al di là di circostanze specifiche di un determinato momento della vita dell’azienda, questi percorsi possono giocare un importante ruolo nello sviluppo o nel perfezionamento di alcune skills indispensabili per i manager di ogni età. Si parla in questo caso del miglioramento delle capacità di interagire con il proprio gruppo di lavoro, della spartizione degli impegni o dell’individuazione più precisa degli obiettivi da raggiungere. Senza dimenticare anche l’allenamento nella gestione dello stress o della pressione, come anche quello dell’organizzazione delle tempistiche sul posto di lavoro. Oppure ci si può rivolgere a un business coach per affinare l’arte del public speaking, della comunicazione interpersonale e nei processi decisionali. Ma bisogna tenere bene a mente che il coach non è una persona competente per quello che riguarda la cura di disturbi psicologici o anche di natura patologica.

 

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Anche per questa ragione nel settore del business coaching bisogna prestare attenzione ai professionisti a cui si decide di affidarsi. Non esiste un registro professionale, come nemmeno un preciso riferimento normativo e non serve neppure una specifica laurea per diventare un coach. Il coaching rientra infatti tra quelle attività che non sono regolamentate dalla presenza di ordini o collegi. Esistono però diverse associazioni di coaching italiane che si occupano di formare i professionisti, rilasciando anche gli attestati necessari, ma questo non implica l’obbligatorietà dell’iscrizione a queste associazioni per poter esercitare l’attività (come spiegato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico).  Su questo argomento talvolta si fa molta confusione: per questo motivo si deve stare molto attenti perché chiunque può in teoria fregiarsi del titolo di coach. Il consiglio da seguire è quello di cercare quei professionisti che hanno effettivamente un percorso il più possibile qualificato alle spalle e certificato dagli enti più conosciuti del settore.

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