La banca alla prova della rivoluzione digitale

14 Gen. 2019
La banca nell'era digitale

Anche il mondo bancario sta sentendo le conseguenze della rivoluzione digitale. Secondo le diverse indagini che sono state pubblicate negli ultimi anni la tendenza evidente è quella della diminuzione continua degli sportelli fisici, a favore di un sempre maggior utilizzo dell’Internet banking e del mobile banking.

Un passaggio che in Italia sta però avvenendo, come spesso accade quando si parla di tecnologia, in maniera più lenta rispetto agli altri paesi. Un recente rapporto realizzato da Kpmg sottolinea come l’indice di penetrazione dell’internet banking è ancora nettamente inferiore alla media globale. Citando dei dati Eurostat, solo il 31% della popolazione italiana utilizza il web per accedere alla propria banca, 20 punti in meno della media europea. Un divario che diventa ancora più rilevante se si fa il confronto con i paesi del Nord Europa. A onor del vero però bisogna aggiungere che in un sondaggio realizzato dalla stessa società di analisi e consulenza su mille persone bancarizzate si nota un trend evidente verso un utilizzo sempre più ampio dell’internet banking. Più del 37% fa un uso esclusivo del web per tutte le operazioni, mentre ormai è molto bassa la quota di persone che invece non utilizza in alcun caso gli strumenti online per compiere operazioni bancarie.

Boom del mobile

In parallelo si nota anche un incremento del settore del mobile banking, ossia dell’accesso a informazioni e servizi offerti dal proprio istituto di credito attraverso il solo utilizzo dello smartphone. La quota di persone intervistate che fa uso esclusivo di questo mezzo è poco superiore al 17%, simile a quella dei clienti che lo sfruttano per avere informazioni utili. Il Digital banking index realizzato nei primi mesi del 2018 da CheBanca! sottolinea come gli utenti italiani che fanno correntemente uso del mobile banking sono ormai nell’ordine dei 6,5 milioni, con un incremento di addirittura il 70% rispetto all’anno precedente. A rendere molto appetibile questa soluzione è chiaramente la semplicità e l’immediatezza nell’utilizzo, unita al numero di servizi che possono essere fruiti attraverso la stessa applicazione. D’altro canto invece la motivazione principale di chi non fa ancora uso del mobile banking è legata in particolare all’assenza di un vero bisogno, dato che il servizio allo sportello soddisfa già tutte le esigenze, e ai timori legati alla sicurezza.

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Capitolo open banking

Ma a fianco di un sempre maggior sviluppo per quello che riguarda l’internet e il mobile banking, gli istituti andranno incontro anche alla trasformazione dettata dall’open banking. Tutto ciò è permesso dall’entrata in vigore della direttiva europea conosciuta come Psd2 che va a ridefinire il modo in cui le banche andranno a offrire il loro servizi, mettendo a disposizione anche strumenti di digital payment. All’interno di questo quadro si fa sempre più spazio l’idea di una “banca as a service” che permette la fruizione di servizi e applicazioni forniti anche da terzi. La Psd2 però offre solamente una cornice, all’interno della quale ogni istituto dovrà decidere quali strategie adottare per adeguarsi. C’è chi si potrà limitare a diventare una forma di aggregatore che abiliti opzioni di pagamento anche da conti aperti presso altri istituti. Le realtà che invece scommetteranno su una trasformazione più profonda punteranno a diventare delle vere piattaforme, adottando la logica dell’API e trasformandosi in ecosistemi che permettono anche di sfruttare le prestazioni offerte da altri operatori.

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