Equity crowdfunding, può essere l’anno delle Pmi?

12 Apr. 2019
Equity crowdfunding e le Pmi

Non c’è dubbio che il 2018 sia stato l’anno della definitiva esplosione dell’equity crowdfunding, tanto da aver creato molte aspettative per il 2019. Nell’anno passato sono stati raccolti 36 milioni di euro, tre volte quelli del 2017 e gli investitori coinvolti sono passati da circa più di 3.300 a quasi 9.500.

Grande balzo in avanti anche per il numero di realtà finanziate, passate da 50 a 114. Tra le motivazioni principali legate a un incremento così notevole c’è anche il discorso relativo ai vantaggi che questa forma di crowdfunding ha per chi decide di investire.  Una serie di fattori che ha portato gli investitori per campagna a passare da 66 a 84, con un incremento anche della media dell’entità di denaro raccolto. Denaro che con ogni probabilità aumenterà ancora anche grazie alle ulteriori agevolazioni che sono state inserite nella Legge di Bilancio 2019. Le detrazioni e le deduzioni fiscali sono state alzate dal 30% al 40%, con l’obbligo di mantenere l’investimento per almeno tre anni.

Nuovi record?

Ma come riporta in maniera costantemente aggiornata il sito CrowdfundingBuzz.it, anche il 2019 fa ben sperare. Finora il numero di campagne finanziate è stato di 28, con un importo totale raccolto che arriva a superare già i 9 milioni di euro. Dati parziali che però fanno presagire ad un anno di nuovi record per quello che concerne il mondo dell’equity crowdfunding. Le informazioni che sono però già immediatamente confrontabili sono quelle relative alla media degli investitori per singola campagna e della raccolta. Nel primo caso si è arrivati a 97, in decisa crescita rispetto a come si è concluso il 2018. Per quello che riguarda le somme, per ora si è fermi a 330 euro come media di raccolta, comunque un balzo in avanti rispetto ai 320 dell’anno passato e ai 236 del 2017.

È l’ora delle Pmi?

Ma al di là dei numeri, l’aspetto che più potrebbe essere interessante notare nel 2019 è il ricorso anche da parte delle Pmi a questa forma di crowdfunding. Infatti è solamente dall’inizio del 2018 che questa possibilità è stata ampliata anche alle Pmi tradizionali con la pubblicazione delle linee guida della Consob in materia. Possono accedervi così microimprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore a 2 milioni di euro, le piccole imprese sotto i 50 dipendenti e i 10 milioni di fatturato o ancora le medie imprese con meno di 250 dipendenti e 50 milioni. Chiaramente nell’anno passato la percentuale di Pmi che ha deciso di puntare su questa forma di finanziamento è stata ancora piuttosto bassa. Gli unici dati disponibili sono stati riportati nel terzo osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano che risale al 30 giugno del 2018. Allora la percentuale di Pmi innovative che aveva fatto ricorso all’equity crowdfunding era dell’8,4%, mentre le Pmi tradizionali si fermavano proprio sotto la soglia del 5%. Ne 2019 ci si aspetta sicuramente  n numero più elevato di campagne di finanziamento da parte delle Pmi, come ha fatto notare anche il Ceo di Mamacrowd Dario Giudici in un’intervista a Business Advisor.

 

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Numeri e piattaforme

E a proposito di compagne in corso di equity crowdfunding si può avere un aggiornamento costante sul sito di CrowdfundingBuzz. Qui si possono osservare le scadenze legate alla campagna stessa, l’obiettivo di raccolta fissato ma anche la piattaforma su cui la startup o la Pmi ha lanciato la raccolta fondi. Anche su questo aspetto si possono valutare i dati parziali. Al momento Mamacrowd si conferma la leader per la raccolta di fondi: da inizio anno è arrivata a oltre 2,6 milioni, un valore che la proietta sopra il record degli oltre 10 ottenuti nel 2018. Dietro troviamo Crowdfundme e Walliance, ferme a 1,8 e quasi 1,2 milioni che nell’anno passato avevano comunque raccolto in tutto rispettivamente 8 e 7 milioni. Andando a misurare il numero di investitori, si nota che nei primi mesi del 2019 sono state già oltre 2700 le persone che hanno deciso di finanziare almeno una campagna. Un ulteriore aspetto interessante è legato all’evoluzione nel tempo degli investimenti realizzati dal singolo investitore. Si può notare una decrescita piuttosto evidente, segno che c’è stato un effettivo cambiamento nel modo di finanziare le campagne. Inizialmente erano pochi investitori che mettevano sul piatto molti soldi, ora il numero di persone che crede e investe nell’equity crowdfunding è diventato sempre più elevato. Ma allo stesso tempo le cifre impiegate sono minori. Per quest’anno si parla di circa 3400 euro a investitore, ma andando indietro al 2016 si sale a 5800 e anche a cifre più elevate per gli anni prima.

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