Come cambiano le assicurazioni con la rivoluzione dell’insurtech

02 Dic. 2018
La rivoluzione dell'Insurtech nelle assicurazioni

Il mondo del fintech si sta espandendo rapidamente anche in Italia, dove sono registrate circa 7500 startup operative nel settore ed è stata creata un’associazione di categoria.

Il fintech è un universo che racchiude al suo interno altre realtà come quelle dell’open banking, del regtech e dell’insurtech, ossia quelle soluzioni pensate per rinnovare il mondo delle assicurazioni. In un report realizzato da Accenture, si parla di 2,3 miliardi di investimenti nel settore raccolti nel 2017. Se gli Usa continuano a farla da padrone, l’Europa però si è fatta valere con un aumento del volume dei finanziamenti che ha quasi raggiunto i 700 milioni.

L’importanza dei dati

L’insurtech si presenta come un’opportunità di trasformazione digitale nel campo delle assicurazioni, dando la possibilità alle compagnie di offrire prodotti più convenienti sul mercato ai propri clienti. In particolare questo processo permette di realizzare delle polizze molto più personalizzate sulle caratteristiche specifiche del cliente e legate alla copertura dei rischi che questo effettivamente corre. Questo obiettivo viene raggiunto grazie all’analisi sempre più approfondita dei dati raccolti dalle compagnie, anche attraverso dispositivi connessi che permettono così di arrivare a proporre servizi tagliati sulle esigenze delle persone. Ad esempio negli Usa ne esistono alcune sui veicoli basate sul calcolo kilometrico, in modo tale che chi usa poco l’auto possa pagare di meno. Mentre nel ramo vita alcune startup hanno iniziato a utilizzare le informazioni provenienti da dispositivi indossabili che monitorano i dati sanitari degli utenti basandosi sui servizi dell’azienda Fitsense.

Il P2P

Ma tra le altre novità principali portate dall’insurtech c’è anche la possibilità di risparmiare con polizze che rientrano in sistemi di assicurazione P2P. Tra gli esempi più interessanti c’è quello di Axieme. Il principio è semplice: chi si assicura può decidere di entrare a far parte di una cerchia di altri clienti che hanno una polizza ed esigenze simili. Il premio da pagare si calcolerà in base al comportamento complessivo del gruppo, con la possibilità di risparmiare molto nel caso di clienti a cui ad esempio capitano pochi sinistri. Darwin Insurance fa una cosa simile, solo che in più permette di tenere da parte una quota dei premi pagati e in caso di pochi incidenti del gruppo di assicurati trasforma questa percentuale accantonata in un bonus che può essere sfruttato per abbassare l’entità del premio da pagare oppure per acquistare anche altre polizze.

Microassicurazioni

Altro settore in cui l’insurtech ha ampi spazi di manovra è quello delle micro-assicurazioni, polizze che sono indirizzate a persone che normalmente non avrebbero modo di accedere alle tradizionali coperture assicurative. Con le micro-assicurazioni i clienti possono attivare per il periodo necessario una polizza che riguarda in maniera specifica un aspetto che interessa. I principali destinatari di questo genere di coperture sono i Millennials, anche perché nella maggior parte dei casi l’assicurazione viene stipulata via mobile. I giovani vengono contattati direttamente attraverso chatbot su Messenger dove vengono pattuite le condizioni della micro-assicurazione, garantite attraverso la blockchain. Questo, ad esempio, è la descrizione del servizio offerto da Lenderbot.

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Ma esistono anche assicurazioni del mondo insurtech che puntano anche a un beneficio in termini sociali: è il caso di Lemonade che ha attirato importanti investimenti da parte di venture capitalist. La vera novità introdotta da questa startup è che chi contrae un’assicurazione sceglie anche un ente caritatevole beneficiario. Come accade per il modelle P2P, il singolo cliente entra poi in un gruppo più ampio di persone che ha indicato la stessa organizzazione. A fine anno la rimanenza dei premi che non sono andati a coprire gli incidenti effettivamente verificati viene devoluta all’ente caritatevole indicato in origine.

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