Non solo Airbnb, con la sharing economy si condivide davvero tutto

22 Ott. 2018
Oltre l'Airbnb: condividere tutto con la Sharing Economy

Quando si parla di sharing economy il primo nome che viene immediatamente in mente è quello di Airbnb. Il servizio che permette di mettere a disposizione una stanza o l’intera casa per periodi più o meno lunghi rappresenta l’emblema dell’economia della condivisione.

Quest’anno Airbnb ha compiuto dieci anni di vita, ma non sembra che si possa regalare la tanto attesa quotazione in borsa entro la fine del 2018. Ma si può comunque godere gli ottimi risultati del 2017 con oltre 2,5 miliardi di fatturato e una valutazione ufficiale del marzo dello scorso anno di 31 miliardi di dollari, che secondo le stime di Forbes oggi è intorno ai 38. Ma la sharing economy non è rappresentata solamente da ex startup diventate aziende di grande dimensioni come Airbnb e Uber. Ci sono tutta una serie di servizi più ridotti che permettono di condividere davvero ogni tipo di bene.

Se Couchsurfing, servizio che permetteva di mettere a disposizione il proprio divano di casa gratuitamente, è di fatto stato cannibalizzato da Airbnb, al contrario Blablacar è ancora molto attivo sul fronte della condivisione delle spese per viaggi in auto, tanto da essere un punto di riferimento del car pooling anche a livello internazionale. Ma è tutto il settore della cosiddetta sharing mobility che include anche il bike sharing, lo scooter sharing e il car sharing a vivere un periodo particolarmente positivo: nel secondo Rapporto Nazionale sulla sharing mobility del marzo di quest’anno si parla di un complessivo aumento del 17% delle attività in ogni anno tra il 2015 e il 2017, con picchi di quasi il 150% nei servizi di condivisione delle biciclette.

 

Il mondo della sharing economy non si limita ai mezzi più tradizionali, ma si allarga ai viaggi in mare. Sailsquare è un servizio nato a Milano nel 2013 e permette agli appassionati di barca a vela di prenotare una vacanza su imbarcazioni guidate da skipper professionisti. Da pochi mesi è poi attiva anche in Italia l’app Yescapa che dà la possibilità a privati cittadini di mettere a disposizione i loro camper e le loro roulotte ad altri viaggiatori. Non servirà direttamente per la mobilità, ma i turisti che amano il campeggio oppure soltanto trascorrere una serata sotto le stelle possono affidarsi a Garden Sharing, una forma di Airbnb degli spazi verdi privati grazie a cui poter passare una notte all’aperto. Sempre nell’ambito dei viaggi è anche molto interessante Lookals, portale che permette di reclutare persone del luogo che possano fare da guida in città d’arte, come anche nell’assaggiare le specialità locali o fare percorsi immersi nella natura.

Molto florido anche il settore del cibo: Gnammo è una delle app che ha portato il social eating in Italia e permette a chi ama stare a tavola di invitare a casa propria altri membri della community oppure essere loro ospite. Ma c’è anche la possibilità di condividere il cibo avanzato in modo che non venga buttato: per questo è nato Olio, startup di food sharing che cerca di creare reti tra vicini di casa o anche locali e ristoranti per evitare lo spreco alimentare. Rimanendo nel mondo del food sharing, Last minute Sotto Casa invece permette ai negozianti di prodotti freschi di fare offerte sugli invenduti a fine giornata, riducendo lo spreco ma allo stesso tempo facendo anche una buona pubblicità al negozio.

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Infine c’è il mondo che riguarda gli animali domestici con servizi di dogsitting come ad esempio Dogbuddy che dà la possibilità ai proprietari di cani di lasciarli in custodia a una serie di persone fidate che se ne prenderanno cura durante la loro assenza. Simile è Animali alla pari, ma in questo caso la community che si crea permette sia di affidare temporaneamente che di ricevere in casa un animale. Con CoPets invece si può diventare il co-padrone di un animale domestico, trovando una persona compatibile con cui condividere il cane o il gatto ad esempio.

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