Le tecnologie digitali al servizio delle risorse umane: il caso dell’HR Tech

26 Nov. 2018
HR Tech, le tecnologie digitali al servizio delle risorse umane

Quando si discute della trasformazione digitale all’interno di Pmi o aziende spesso si trascura l’impatto che queste possono avere sulla gestione delle risorse umane. È quello di cui si occupa invece il settore dell’HR Tech, ancora poco conosciuto in Italia ma comunque in espansione sulla scia dello sviluppo in altri paesi. A marzo è già stato realizzato un primo report che analizza quali sono le realtà italiane che offrono soluzioni software o hardware per gestire le risorse umane.

I primi dati

Dall’Osservatorio HR Tech promosso da In-recruiting è emerso che il giro d’affari movimentato dalle 49 aziende di cui il rapporto si è occupato vale circa mezzo miliardo di euro. Un altro dato interessante è quello della distribuzione geografica delle Pmi e grandi aziende che offrono questo genere di soluzioni in tutt’Italia: più della metà, il 55% per l’esattezza, è localizzata sull’asse Milano-Torino. Una seconda statistica degna di nota riguarda invece la relativa giovinezza delle realtà che si occupano di HR Tech: il 60% di queste è nata dopo il 2011, mentre quasi una su cinque è stata addirittura costituita nel 2017. Ma al di là delle informazioni sul settore, l’utilità principale del documento è quella di fornire a Pmi e aziende interessate a soluzione nel campo dell’HR Tech le indicazioni migliori sui potenziali fornitori di queste tecnologie.

A cosa si applica

I settori in cui si può applicare la cosiddetta digital transformation alle risorse umane sono molti: sono incluse le applicazioni che permettono la gestione e formazione del personale, come anche le piattaforme utilizzate per valutare i dipendenti sul posto di lavoro, per gestire la distribuzione dei benefit aziendali, per il training online o per l’emissione dei cedolini. L’ambito più interessante sembra però essere quello collegato alla selezione e alla ricerca dei nuovi talenti da inserire nell’organico, attraverso sistemi di recruiting e di monitoraggio delle application. In particolare queste ultime tecnologie possono permettere a chi si occupa di risorse umane nelle aziende di dedicare più attenzione ad altre attività e di conseguenza portare a una migliore distribuzione dei carichi lavorativi. Ma in ogni caso la via delle digitalizzazione non equivale a un tramonto del ruolo degli individui: l’intelligenza artificiale e gli assistenti virtuali aiuteranno sempre più nella selezioni dei profili migliori, ma in ogni caso la scelta definitiva resterà sempre in capo al personale delle risorse umane.

Il caso Microsoft

Un colosso che punta sulla trasformazione digitale delle risorse umane è Microsoft che già utilizza l’intelligenza artificiale per poter selezionare i candidati più adeguati tra i neolaureati, rendendo così il processo decisamente più snello. Differente è invece l’applicazione che ne vuole fare Ferrovie dello Stato che punta invece sulle esigenze dei propri dipendenti, avviando una piattaforma per rafforzare il contatto diretto con tutti i lavoratori, accorciando così la distanza che spesso esiste tra manager e sottoposti.

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L’uso di Adecco

Un’altra delle grandi realtà che già utilizza alcune soluzioni di questo tipo è Adecco che ha adottato un sistema per mantenere i dipendenti sempre formati, ma allo stesso tempo introdurrà presto un nuovo strumento indirizzato verso chi cerca lavoro, per indicare il suo indice di impiegabilità. In altre parole viene fornita una misura di quante opportunità ha la persone in base alle sue competenze e abilità maturate, mostrando anche i possibili percorsi da seguire per poter trovare una nuova posizione.

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