Le misure per l’Industria 4.0 presenti nella manovra

13 Feb. 2019
Gli interventi per l’Industria 4.0 previsti nel 2019

Nelle pieghe del Maxiemendamento con cui è stata modificata in maniera determinante la Legge di Bilancio 2019 hanno trovato spazio anche diverse misure indirizzate all’Industria 4.0.

Argomento che in realtà, proprio come già successo per il mondo delle startup e del Venture Capital, non ha attirato molto l’attenzione dell’informazione generalista che si è concentrata di più sulle misure bandiera di questa manovra. Il tema è stato invece molto seguito da pmi e aziende che attendevano da tempo di capire quali misure legate all’industria 4.0 introdotte in passato sarebbero state confermate, anche perché per un certo periodo di tempo si era temuto che il settore venisse del tutto trascurato dalla Legge di Bilancio.

L’iperammortamento

Tra le misure che effettivamente sono state prorogate c’era molta attesa attorno all’iperammortamento sui nuovi investimenti da realizzare entro il 31 dicembre 2019 o anche del 2020, a patto che però entro la fine del prossimo anno venga già pagato il 20% del conto totale. Per quanto riguarda l’acquisto di beni materiali l’iperammortamento sale al 270% per investimenti sotto i 2,5 milioni di euro, mentre per una cifra compresa tra 2,5 e 10 milioni sarà al 200% e salirà al 150% tra 10 e 20 milioni. Non sono previsti incentivi oltre i 20 milioni. Per quello che riguarda l’acquisto di beni immateriali, nella maggior parte dei casi software, è stato previsto un iperammortamento al 140%, una cifra comunque significativa nonostante sia inferiore se paragonata a quanto stabilito per i beni materiali. All’interno di questi incentivi sono state anche incluse le soluzioni di cloud computing. Non è invece stato prorogato per il 2019 il superammortamento per gli investimenti materiali.
 

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Gli altri incentivi

È stata confermata la cosiddetta Nuova Sabatini che permette alle Pmi di accedere a bonus per l’acquisto di beni strumentali. Il programma è stato rifinanziato con 48 milioni di euro per il 2019. Ne sono previsti 96 per ogni anno tra il 2020 e il 2023 e di nuovo 48 per il 2024. Tra le misure figura anche il credito d’imposta per Ricerca&Sviluppo che viene però in parte rimodulato. Il tetto annuale viene dimezzato da 20 a 10 milioni. Scende al 25% il credito d’imposta per le spese per personale che lavora autonomamente e per le quote di ammortamento di strumenti e attrezzature imputabili ai progetti di R&S. Rimane al 50% per le spese del personale interno.

Sono state estese di un anno anche le agevolazioni per le spese per la formazione del personale interno alle aziende. Nella nuova formulazione saranno presenti tre diversi scaglioni: al 50% per le Pmi con un massimo di 300 mila euro, al 40% per le medie imprese per 300 mila euro e infine al 30% per le grandi aziende con il massimo che si abbassa a 200 mila euro l’anno.

Voucher per consulenze

Una delle novità introdotte con il Maxiemendamento è legata invece al cosiddetto voucher per l’innovation manager destinato alle Pmi. In sostanza si tratta di un contributo a fondo perduto che le piccole e medie imprese potranno utilizzare per l’acquisto di consulenze finalizzate alla trasformazione digitale delle stesse pmi e all’implementazione delle tecnologie abilitanti previste dal piano impresa 4.0. Per le piccole e medie imprese il tetto fissato è di 40 mila euro con contributi che potranno coprire il 40% dei costi. Per le medie imprese invece la cifra scende a 25 mila euro e la percentuale viene ridotta al 30%.

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